Lingua halieutica – linguaggio di pesca dei pescatori


Sul lungomare di Komiža, un tempo si poteva udire una parlata speciale, comprensibile solo a chi proveniva dal mare. Questa parlata si chiamava Lingua halieutica, la lingua dei pescatori di Komiža. Non si trattava di una lingua vera e propria, ma di un vocabolario speciale, emerso dalla vita quotidiana in mare. Per secoli, i pescatori hanno creato parole proprie per indicare navi, attrezzi, venti e pesci. Così, la falkuša aveva parti e nomi propri, e attrezzi come la peškafonda venivano utilizzati per la pesca notturna dei calamari. Queste parole mescolavano croato, veneziano, italiano e altre lingue mediterranee, proprio come le rotte commerciali e di pesca si mescolavano in mare aperto. La Lingua halieutica era in realtà un piccolo mondo a sé stante. I pescatori la usavano mentre lavoravano, navigavano o gettavano le reti, e ogni parola portava con sé esperienza e conoscenza tramandate di generazione in generazione. Ecco perché questa lingua è diventata parte dell'identità di Komiža, un codice che univa la comunità e custodiva i segreti del mare. Oggi, questa parlata si sente sempre meno spesso, ma non è stata dimenticata. Grazie a documenti, libri e festival, una parte di essa rivive. Quando a Komiža vengono restaurate le falkuše o si svolgono le feste dei pescatori, insieme al profumo delle sardine e al rumore delle onde, si possono sentire alcune parole di questa antica lingua. Alcune espressioni e termini comici legati alla pesca sono: Kalovat - abbassare Dvizot - sollevare Botovat - mettere Kalafatat - fondo di legno di una nave (riparazione navale) Šiovat - guidare all'indietro Martor - tarionik, per macinare le spezie Lantina - parte della vela Šešula - un contenitore di legno per gettare l'acqua fuori dalla nave Sorgadina - cima dell'ancora Arganel - cima di segnalazione (cima di partenza) Mažor - peso di pietra per la rete Štrop - la corda che collega il remo al pollice sulla barca Bodanj - un contenitore di legno o cemento usato per l'uva Mih - borsa (a volte di cuoio) per la raccolta e il trasporto dell'uva Tartajun - rocchetto di corda con cui vengono legati i sacchi d'uva Shogula - corda per legare erba o rami (usata in agricoltura) Pajul - la parte interna della nave su cui si calpesta Škaram - un pollice di legno sulla nave su cui viene appoggiato il remo Parsura - padella Lazanjur - mattarello Il linguaggio dei pescatori è più che parole. È un simbolo del patrimonio culturale, la prova che il mare plasma non solo la vita, ma anche la lingua delle persone che vivono accanto ad esso.