Gajeta Falkuša


Tra tutte le imbarcazioni dell'Adriatico orientale, una ha occupato un posto speciale nel cuore degli abitanti di Comisa: la gaeta falkuša. Questa barca da pesca unica, nata dalla necessità di sopravvivere in mare aperto, è diventata un simbolo del coraggio e dell'abilità dei pescatori di Vis. Gli abitanti di Comisa furono i primi pescatori d'altura. La loro vita era legata al mare, che portava loro pane e pericoli: dalle tempeste improvvise ai pirati in agguato nelle notti buie. Per affrontare il mare, avevano bisogno di una nave veloce, robusta e affidabile, ma anche abbastanza agile da trasportare un carico di pescato più consistente. Così nacque la falkuša, una nave che nasconde due anime: una bassa barca da pesca per la caccia e una grande nave per la navigazione e il trasporto. Doveva la sua unicità ai folkes, le fiancate che le permettevano di trasformarsi in questa imbarcazione miracolosa. Tuttavia, il destino non fu clemente con questa perla dell'ingegneria navale. L'ultima falkuša originale, la "Cicibela", affondò in una notte di tempesta nel 1986 nei pressi di Biševo. Sembrava che secoli di conoscenza, artigianato e tradizione sarebbero scomparsi con essa. Ma grazie alla tenacia del professor Joško Božanić e alla collaborazione con il professor Velimir Salomon, fu avviato un grande salvataggio: una ricerca che includeva non solo la nave e la sua costruzione, ma anche la lingua dei pescatori, le loro storie, i toponimi, le usanze e persino le ricette. Dopo undici anni di duro lavoro, nel 1997 fu varata a Komiža una nuova falkuša: la "Comeza-Lisboa". Fu la prima dopo un decennio di silenzio, costruita proprio per mostrare la forza e la bellezza di questo patrimonio al pubblico mondiale di Lisbona. Quel momento non fu solo il varo della nave, ma anche il ritorno di un'intera cultura dall'oblio. Oggi, a Komiža navigano quattro falkuša: "Comeza-Lisboa", "Mikula", "Palagruža" e "Molo". Quest'ultima è una piccola falkuša, pensata per i bambini, affinché possano imparare fin da piccoli cosa significa essere un pescatore ed ereditare le abilità dei loro antenati. In questo modo, la falkuša rimane un simbolo vivente: una nave che ha superato secoli, tempeste e oblio, e che continua a raccontare la storia di Komiža e del suo mare.