Chiesa di San Rocco

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La chiesa di San Rocco a Comisa è uno degli esempi più interessanti di edifici religiosi fortificati dell'isola di Lissa. Si trova all'estremità meridionale della città, sopra il mare, sopra la baia di Mlin, dove sorveglia i confini dell'insediamento come una torre di pietra. Il suo aspetto ricorda più una torre difensiva che una chiesa, il che non è un caso: durante i frequenti attacchi dei pirati fungeva sia da rifugio spirituale che da riparo per la popolazione. Già nel XVI secolo in questo luogo sorgeva una piccola chiesa dedicata a San Rocco, protettore contro la peste. Accanto ad essa, dal 1677, era attiva la confraternita della Madonna del Carmelo. Poiché la vecchia chiesa era troppo piccola e fatiscente, nel 1763 l'importante famiglia Mardešić di Comisa ottenne dal vescovo di Lesina, Jakov Pontali, il permesso di costruire una nuova chiesa più grande a forma di torre. L'antico edificio fu trasformato in sacrestia e tracce del suo portale sono ancora visibili oggi. La nuova chiesa di San Rocco ha la forma di un compatto blocco rettangolare con tetto a padiglione. Non ci sono quasi finestre: solo una piccola apertura circolare sulla facciata e alcune piccole finestre sotto il tetto. Il portale era protetto da feritoie laterali e da un muro difensivo pensile (caditoia) sopra l'ingresso, un elemento tipico delle fortificazioni dell'Adriatico. Solo nel XX secolo fu aggiunto un piccolo campanile su una preslica, trasferita dalla vecchia chiesa. L'interno è ornato da un altare ligneo tardo barocco con una pala d'altare raffigurante la Madonna del Carmelo, San Rocco, San Vincenzo di Ferenc e San Simone Stock, opera del pittore italiano Joan Panson di Spezia del 1895. Sul muro è anche appesa una statua di San Rocco, che un tempo veniva portata in processione il giorno della festa del santo (16 agosto) e durante le epidemie. La chiesa di San Rocco è unica a Vis perché unisce la funzione sacrale a quella difensiva. Con la sua forma a torre e l'architettura ascetica, ricorda simili chiese-fortezze a Vrboska, Jelsa o Suđurđe a Sipan. Oggi, oltre al suo valore spirituale, rimane un prezioso monumento del turbolento passato di Komiža, testimone di un'epoca in cui gli attacchi dei pirati plasmavano l'aspetto degli edifici religiosi.