Le fattorie del fiordo


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“Se hai una fattoria, allora hai di come guadagnarti il pane”. Disse un padre di una delle fattorie del fiordo a suo figlio, incoraggiandolo a comprare la fattoria posizionata sul lato opposto. La fattoria si trovava su un terreno ripido, ma abbastanza protetto da valanghe. C’erano dei terreni arabili, ampi alpeggi per gli animali, un ricco terreno di caccia, e un’abbondanza di pesci nel fiordo. Con un po’ di abilità e di duro lavoro, sarebbe stato possibile avere una vita corretta e di che guadagnarsi il pane. Era più di cento anni fa. Noi incontreremo molte di quelle fattorie del fiordo, che sono tipiche di questa regione. Molte di loro sono state costruite su sporgenze delle montagne, luoghi rocciosi o a lato del mare. Potreste chiedervi come mai la gente abbia scelto di avere la propria casa su luoghi inaccessibili e scoscesi, lontano da altre persone e in costante rischio di valanghe su terreni instabili con nessuna via di accesso. La storia delle fattorie del fiordo e delle persone che ci hanno abitato è la storia di gente che fece quello che doveva fare per sopravvivere. Si adattarono come poterono alle condizioni naturali sfruttando quanto possibile le risorse concesse. Molti furono capaci di raggiungere delle buone e soddisfacenti condizioni di vita. Ma la distanza tra speranza e disperazione era breve – un passo falso, una pietra scivolosa o instabile poteva significare morte improvvisa. Non più tardi degli anni sessanta, tutte le fattorie del fiordo furono abbandonate. La società norvegese aveva subito enormi cambiamenti, e rimanere in quelle condizioni diventò troppo costoso e difficile. Molta gente non accettava più di vivere con il costante rischio di valanghe. In un’intervista, una signora anziana che aveva lasciato la sua fattoria sul fiordo per trasferirsi nel villaggio di Hellesylt, disse: “anche se fu un sollievo lasciare quel posto, una parte di me vi rimase. Era come se avessi lasciato la mia felicità in quelle montagne.”