Fattoria Knivsflå

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La fattoria di Knivsfla fu abbandonata nel 1898 quando un concilio locale decise che nessuno avrebbe potuto vivere lì a causa del forte rischio di frana. Così la gente di Knivsfla smantellò le proprie case e si spostò giù nel villaggio, dove decisero di stabilirsi. Comunque i loro discendenti continuarono a falciare i prati di Knivsla per molte decadi ancora. Gli anziani del luogo si ricordano ancora dei pericoli - delle rocce che cadevano lungo i pendii scoscesi in estate, seguiti da valanghe in inverno. Inoltre un passo falso a lato di un dirupo poteva facilmente portare a una caduta mortale. In un periodo di cento anni sette persone hanno perso la vita attorno a questa fattoria. Il sentiero che conduce dalla valle di Gomsdal fino a Knivsfla è conosciuto come la via della levatrice. Nella notte della vigilia di Natale del 1892 la moglie del capo famiglia di Knivsfla iniziò ad avere le doglie. La neve si accumulava con il vento e tutti sapevano che la levatrice del luogo, Kristianne Gausdal, non sarebbe stata capace di aiutarli. Aveva 77 anni e abitava a una considerevole distanza. Nessuno alla sua età sarebbe stato capace di attraversare il ripido sentiero, totalmente congelato e in completa oscurità, con un rischio costante di cadute valanghe. Immaginate la sorpresa degli abitanti della fattoria quando la levatrice bussò alla porta in tarda nottata – troppo tardi per aiutarli nella nascita del bimbo, che era già nato. Ciononostante la famiglia riconoscente diede un caloroso benvenuto alla levatrice. Quest’ultima, prima di ritornare a Gomsdal la mattina seguente, si assicurò che madre e neonato fossero in buona salute.

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