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Viaggia come facevano i locali e unisciti a noi per questa crociera sui fiordi che collega la città di Geiranger e il bellissimo Geirangerfjord, patrimonio dell'Unesco, con Ålesund, la città sul mare. In 3 ore di sola andata, ammirerai 3 fiordi distintivi e paesaggi spettacolari lungo il percorso, tra cui le cascate The Seven Sister e The Suitor.

A nome del capitano e del suo equipaggio, vi diamo un caloroso benvenuto a bordo. Per il bene della vostra sicurezza, vi chiediamo di prestare molta attenzione a questo annuncio: Si prega di prendere nota di dove si trovano le uscite di emergenza e gli estintori. Sono chiaramente segnalati e i cartelli sui muri indicano dove si trovano. I giubbotti di salvataggio sono trasportati per tutti i passeggeri a bordo. Sono posizionati in contenitori sopra i sedili nella lounge. Se il capitano lo richiede, dovete indossare immediatamente un giubbotto di salvataggio. Se dovessimo abbandonare la nave, l'equipaggio lancerà le zattere di salvataggio. Mantenete la calma e l'attenzione e seguite le istruzioni fornite dal capitano e dall'equipaggio. Vi ricordiamo che non è consentito fumare in nessun punto della nave. Grazie per l'attenzione. Vi auguriamo un viaggio piacevole e memorabile a bordo

I primi turisti a visitare Geirnager arrivarono via mare nel 1869. Molto probabilmente erano dei Quaccheri che una volta sbarcati distribuivano opuscoli religiosi. Da allora molte navi da crociera sono venute a Geiranger, cui si sono aggiunti altri visitatori che oggi arrivano a migliaia in motocicletta, in auto, in autobus, in camper. Anche se persiste tuttavia una piccola attività agricola, il turismo è diventato l’attività economica principale della zona. Siamo contenti di accogliere i nostri ospiti mostrando questo paesaggio unico. 800 mila visitatori arrivano qui nei pochi mesi d’estate, un numero indiscutibilmente grande per un villaggio piccolo come Geiranger. Il resto dell’anno, quando il sole si nasconde dietro le vette e la strada di montagna è chiusa a causa della neve, ci si riposa, facendo altro. Il villaggio in poche parole è molto differente. Solamente circa 250 persone risiedono permanentamene qui in inverno. Come risultato la nostra vita è piena di contrasti. Per quanto riguarda la preservazione del paesaggio che ci circonda e la gestione delle risorse naturali abbiamo una grande responsabilità. L’area è inscritta dal 2005 nella lista del patrimonio mondiale dell’UNESCO. Da un lato è stato come ricevere una pacca sulla spalla, dall’altro ci ricorda che l’area offre delle caratteristiche naturali e culturali uniche che l’UNESCO trova degno proteggere. Ci sono anche altre inestimabili risorse: aira pulita, acqua pura e accesso diretto alla natura. Noi sappiamo che niente di tutto ciò può essere considerato come un regalo qualsiasi. Forse dovremmo vivere secondo lo spirito dei nostri antenati: non prendere di più di ciò che è necessario, scegliere un approccio ecologico alla vita, e non lasciare nessuna brutta traccia della nostra attività alle spalle.

“Se hai una fattoria, allora hai di come guadagnarti il pane”. Disse un padre di una delle fattorie del fiordo a suo figlio, incoraggiandolo a comprare la fattoria posizionata sul lato opposto. La fattoria si trovava su un terreno ripido, ma abbastanza protetto da valanghe. C’erano dei terreni arabili, ampi alpeggi per gli animali, un ricco terreno di caccia, e un’abbondanza di pesci nel fiordo. Con un po’ di abilità e di duro lavoro, sarebbe stato possibile avere una vita corretta e di che guadagnarsi il pane. Era più di cento anni fa. Noi incontreremo molte di quelle fattorie del fiordo, che sono tipiche di questa regione. Molte di loro sono state costruite su sporgenze delle montagne, luoghi rocciosi o a lato del mare. Potreste chiedervi come mai la gente abbia scelto di avere la propria casa su luoghi inaccessibili e scoscesi, lontano da altre persone e in costante rischio di valanghe su terreni instabili con nessuna via di accesso. La storia delle fattorie del fiordo e delle persone che ci hanno abitato è la storia di gente che fece quello che doveva fare per sopravvivere. Si adattarono come poterono alle condizioni naturali sfruttando quanto possibile le risorse concesse. Molti furono capaci di raggiungere delle buone e soddisfacenti condizioni di vita. Ma la distanza tra speranza e disperazione era breve – un passo falso, una pietra scivolosa o instabile poteva significare morte improvvisa. Non più tardi degli anni sessanta, tutte le fattorie del fiordo furono abbandonate. La società norvegese aveva subito enormi cambiamenti, e rimanere in quelle condizioni diventò troppo costoso e difficile. Molta gente non accettava più di vivere con il costante rischio di valanghe. In un’intervista, una signora anziana che aveva lasciato la sua fattoria sul fiordo per trasferirsi nel villaggio di Hellesylt, disse: “anche se fu un sollievo lasciare quel posto, una parte di me vi rimase. Era come se avessi lasciato la mia felicità in quelle montagne.”

Sul lato nord del fiordo potete vedere la cascata Bringafossen. Un tempo al lato di essa, vi era una fattoria. Era posizionata in luogo assolato e protetto, che dava buoni raccolti, per esempio di orzo e luppolo, ingredienti principali per produrre birra. Oggi non restano che le rovine della fattoria, ma la memoria del suo proprietario, una donna conosciuta con il nome di Bringe-Ragnhild, continua a vivere. Era molto conosciuta come mastro birraio, così tutti quelli che visitavano la fattoria era accolti con una buona quantità della sua birra. La sua ricetta non era così inabituale: metteva il sacco di orzo a mollo per tre giorni permettendo ai chicchi di germogliare. Ma essendo la sua birra insolitamente buona non poteva essere forse il risultato di una stregoneria? Delle voci raccontavano che posizionasse dodici coltelli attorno il bollitore della birra e facesse il giro tre volte recitando canti pagani. Poi facesse lo stesso giro all’indietro per altre tre volte mentre recitava ‘il padre nostro’, la preghiera cristiana, giusto per precauzione. Non siamo sicuri se la gente credesse a questa storia. Quello che è certo, comunque, è che la gente remasse molto vicino alla riva nei pressi di Bringa, sperando che Ragnhild li invitasse per un boccale di birra fresca. La tradizione di produrre birra è ancora viva nei villaggi circostanti, dove la birra tradizionale continua a essere prodotta con i migliori ingredienti: Luppolo, malto, lievito, e limpida, pura acqua di montagna.

Tra poco passeremo due fattorie vicine situate su due opposte sporgenze del fiordo: la fattoria di Knivsfla a fianco della cascata delle sette sorelle versante nord, e la fattoria di Skagefla versante sud. Potrebbe essere difficile notarle. Potreste forse individuare una parte del sentiero che porta dal fiordo fino a Knivsfla, 250 mentri più in su. Sul lato opposto potreste vedere la teleferica che gli abitanti di Skagefla usavano per trasportare fieno, latte, legname e altri prodotti pesanti su e giù dalla fattoria.

La fattoria di Knivsfla fu abbandonata nel 1898 quando un concilio locale decise che nessuno avrebbe potuto vivere lì a causa del forte rischio di frana. Così la gente di Knivsfla smantellò le proprie case e si spostò giù nel villaggio, dove decisero di stabilirsi. Comunque i loro discendenti continuarono a falciare i prati di Knivsla per molte decadi ancora. Gli anziani del luogo si ricordano ancora dei pericoli - delle rocce che cadevano lungo i pendii scoscesi in estate, seguiti da valanghe in inverno. Inoltre un passo falso a lato di un dirupo poteva facilmente portare a una caduta mortale. In un periodo di cento anni sette persone hanno perso la vita attorno a questa fattoria. Il sentiero che conduce dalla valle di Gomsdal fino a Knivsfla è conosciuto come la via della levatrice. Nella notte della vigilia di Natale del 1892 la moglie del capo famiglia di Knivsfla iniziò ad avere le doglie. La neve si accumulava con il vento e tutti sapevano che la levatrice del luogo, Kristianne Gausdal, non sarebbe stata capace di aiutarli. Aveva 77 anni e abitava a una considerevole distanza. Nessuno alla sua età sarebbe stato capace di attraversare il ripido sentiero, totalmente congelato e in completa oscurità, con un rischio costante di cadute valanghe. Immaginate la sorpresa degli abitanti della fattoria quando la levatrice bussò alla porta in tarda nottata – troppo tardi per aiutarli nella nascita del bimbo, che era già nato. Ciononostante la famiglia riconoscente diede un caloroso benvenuto alla levatrice. Quest’ultima, prima di ritornare a Gomsdal la mattina seguente, si assicurò che madre e neonato fossero in buona salute.

Il fiordo di Geiranger è rinomato per le sue numerose cascate. A breve passeremo a lato della più famosa – le sette sorelle. Le sette sorelle sono sette piccole cascate che si gettano da sopra il lato della montagna a un’altezza di 410 metri sopra il livello del mare. Il numero di sorelle che vedremo danzare dipende dallo scioglimento della neve e dalle precipitazioni. Se ci sono state nevicate, abbondanti in inverno, le vedremo tutte e sette. Se invece è caduta meno neve e c’è stata poca pioggia, o l’estate è stata particolarmente calda, è possibile che alcune delle sorelle restino a casa. Direttamente all’altro lato del fiordo possiamo vedere la cascata chiamata, il pretendente. La leggenda racconta che il pretendente s’innamorò pazzamente delle belle sorelle dai capelli ondulati. A turno chiese in matrimonio ognuna delle sorelle, ma tutte e sette si negarono. Così con il cuore a pezzi il pretendente trovò conforto nella bottiglia. Se guardate attentamente nel bel mezzo della cascata potete notare una roccia a forma di bottiglia. La cascata è stata usata anche in una pubblicità di Absolut vodka. Le sette sorelle non si sono mai sposate, hanno preferito rimanere nubili. Se ascoltate attentamente potete sentirle cantare di sera e durante la notte.

La cascata chiamata il velo della sposa sul versante nord del fiordo è particolarmente impressionante in primavera, quando il livello dell’acqua del fiume è alto. La cascata si riversa da un’altezza superiore ai 300 metri, distendendosi come un velo sul fianco della montagna. Vedere un arcobaleno tra gli spruzzi della cascata porta buona fortuna. I norvegesi preferiscono sposarsi in Maggio o Giugno. Da tempo immemore la sposa e lo sposo vanno vestendosi nel modo più elegante possibile, e se la sposa è fortunata, potrebbe indossare una corona riccamente elaborata. Il tintinnio degli ornamenti della corona ha lo scopo di scacciare gli spiriti cattivi. E uno sposo che danzasse tutta la notte avrebbe assicurato un matrimonio lungo e felice. Nei matrimoni tradizionali, sia la sposa, sia lo sposo indossano il tipico completo nazionale o Bunad, di cui esistono più di 400 varietà in tutto il paese. Oggi, comunque, molte coppie, se decidono di sposarsi, hanno l’abitudine di avere il vestito bianco e il completo elegante, come in tutta Europa. Molte coppie scelgono di coabitare piuttosto che di sposarsi in chiesa o al comune.

In alto sul fianco della montagna su lato sud potete notare un lungo e vecchio edificio in legno. È Blomberg, una delle più antiche fattorie del fiordo di Geiranger. Se siete in ottima forma, potreste camminare su verso Blomberg partendo dalla spiaggia attraverso un ripido sentiero di 28 tornanti. Il panorama dalla fattoria, 450 metri sopra il livello del fiordo, è degno della faticosa scarpinata. Blomberg fu abitata già a partire del 1600. La foresta ha sempre offerto legna da ardere e legname da costruzione per lo scambio. La fattoria aveva accesso a ottimi alpeggi e zone di caccia, e trovava pesci in abbondanza nel fiordo. Comunque, il terreno era cosi ripido in certi punti che gli abitanti della fattoria dovevano legarsi a delle funi mentre falciavano il fieno. Vivevano con la costante paura di frane e valanghe, che alla fine li obbligò a lasciare la fattoria nel 1947. La fattoria di Blomberg è anche l’unica in cui la dimore della famiglia e il granaio compongono un unico edificio. Grazie a una galleria esterna i contadini potevano prendersi cura del proprio bestiame senza dover stare fuori in inverno. Possedevano più di 70 capre che brucavano il fianco della collina fino ad arrivare giù al fiordo. Molto probabilmente le capre brucavano anche sul tetto. Gli edifici, infatti, avevano il tetto coperto da zolle erbose, che permetteva di avere case rinfrescate in estate e calde in inverno.

Il profondo burrone nella montagna che ora stiamo passando è chiamato il burrone del diavolo. La leggenda racconta che una notte molto tempo fa quando il diavolo stava attraversando il fiordo di Geiranger si’nfilò nel burrone per nascondersi dal sole, per evitare di trasformarsi in pietra. Forze straordinarie si sono messe all’opera per creare montagne imponenti. In Norvegia la base rocciosa è costituita per la maggior parte da Gneis, un tipo di roccia metamorfica formatasi per l’effetto di alte temperature e forte pressione. Questo significa che le montagne sono il prodotto di un magma liquefatto che una volta - più di 400 milioni di anni fa – bruciava senza fiamma in profondità sotto il mantello terrestre, ma che fu spinto successivamente in superfice così da piegarsi per l’effetto del movimento della crosta terrestre. Questo naturalmente richiese vari millenni. Acqua e fiumi da allora hanno forgiato profondi burroni nelle catene montuose così formatasi, anche se sono state le ere glaciali a fare il grosso del lavoro. Ghiacciai, con quasi un km di spessore, che coprirono le montagne per millenni, continuarono a scavare quei burroni già modellati dai fiumi. Quando i ghiacciai incominciarono a ritirarsi, circa 10000 anni fa, i canyon così plasmati si riempirono di acqua del mare, formando così i fiordi che oggi potete apprezzare. Ma tale processo è in continua evoluzione. Vento e condizioni climatiche erodono il paesaggio, e una o due frane improvvise aggiungono il più piccolo dei cambiamenti. Su un ciclo di millenni è possibile assistere a grandi trasformazioni.

Gli ultimi proprietari di Blomberg, Martin e Torina, avevano 10 figli. Secondo tradizione tutti i bambini dovessero essere battezzati. Dunque la coppia sfidava gli elementi della natura e il rischio di frane per portare i figli in chiesa. Li trasportavano a spalla giù per il sentiero lungo e ripido, remando 12 km per arrivare a Gieranger e avere i propri figli battezzati prima di ritornare per la stessa interminabile via a casa. In generale andare in chiesa era importante per le persone, nonostante il lungo e faticoso tragitto. Non era solo per devozione. Era anche l’occasione di incontrare i vicini, parenti e amici. Si scambiavano notizie, si parlava un po’, si concludevano degli affari, e qualcuno avrebbe potuto trovare anche la sua anima gemella.

La piccola fattoria quasi al bordo del mare sul versante nord è Matvika. Il terreno qui è produttivo e fertile, e la fattoria è situata in una zona protetta da possibili valanghe. Molte colture di differente tipo potevano crescere qui. Un anno, per esempio, riuscirono a raccogliere 100 kili di albicocche, un frutto che non ci si aspetta di incontrare sulle rive di un fiordo norvegese. I vicini di casa più prossimi erano a una distanza considerevole. Non c’era elettricità o telefono: come avrebbero potuto segnalare a qualcuno di un incedente occorso, o dell’imminente nascita di un bimbo, o che avessero avuto bisogno d’aiuto con il raccolto del fieno contro gli ostacoli della natura? Gli abitanti di Matvika, quando avevano bisogno di aiuto, posizionavano una coperta nera sulla neve in inverno e una bianca sul tetto in estate come segnale a chi si trovava sul lato opposto del fiordo. Potevano anche avvertire i vicini accendendo e spegnendo una lampada alla finestra, o facendo un falò all’aperto. Nel momento in cui la gente all’altro lato del fiordo avesse visto il segnale, senza neanche un attimo di esitazione, una barca sarebbe salpata in soccorso. I contadini in generale erano pieni di risorse e auto sufficienti, ma erano sempre pronti ad aiutarsi vicendevolmente. Chissà, forse la prossima volta, sarebbero stati loro ad aver bisogno di aiuto. Matvika fu abitata fino al 1961, la causa principale per abbandonare la fattoria fu che la barca di trasporto latte decise di non fermarsi più. E inoltre, remare i bambini a scuola diventava sempre più rischioso e arduo, ed essere separati per tutta la settimana di scuola era altrettanto triste.

Qui nel punto dove il fiordo di Geiranger e quello di Sunnylven s’incontrano è possibile dare una breve descrizione degli eventi negli ultimi 10000 anni. Alzatevi e fate un giro su voi stessi di 360 gradi. Vi gira la testa? Ve lo spieghiamo. Sul promontorio che si protende sull’acqua, versante est tra i due fiordi, potete vedere una radura tra la foresta a circa 60 metri sopra il livello del mare. Questo era il luogo della piccola fattoria di Lundanes, dove la gente ha abitato fino al 1920. Sullo stesso sito, gli archeologi hanno scoperto punte di freccia e utensili in selce molto più antichi. – Oggetti datati dell’epoca Paleolitica. In altre parole vi erano cacciatori – raccoglitori primitivi che vivevano in queste zone più di 9000 anni fa. Molti anni sono passati d’allora. Come risultato del cambiamento climatico, la copertura dei ghiacciai che aveva eroso e consunto il continente per migliaia di anni incominciò a sciogliersi e a ritirarsi, permettendo alla zona di essere abitabile. Renne e altra fauna occuparono l’habitat e i cacciatori – raccoglitori seguirono questa fonte primaria di cibo con arco e freccia alla mano. In quel periodo il loro insediamento si trovava al lato del mare, ma a causa dell’alzamento della terra per lo scioglimento dei ghiacciai, si trova ora a 60 metri sopra il livello del mare. Sulle montagne sopra Lundanes, i resti di una grande trappola per animali testimoniano delle attività dei primi coloni della regione. Muri di pietra furono eretti per dirigere le mandrie di renne verso cacciatori appostati in nascondigli. Ancora oggi la gente continua a cacciare in queste montagne. Come avete notato ci sono molte fattorie del passato e ce ne saranno molte altre ancora. Sul pendio della montagna a ovest, allineate lungo la strada ultimamente migliorata, potete vedere le fattorie più recenti e nel tratto finale del fiordo potete osservare il piacevole e moderno villaggio di Hellesylt. In così poco tempo abbiamo coperto più 10000 anni di storia, non male

Pochi posti al mondo sono così tranquilli e idilliaci come un fiordo, e poche cose sono così rilassanti come lasciarsi trasportare in tutta sicurezza da una barca nel fiordo, forse con canna da pesca in mano, mentre la mente è libera di vagare. Tuttavia il fiordo può anche essere crudele e senza pietà. Da un momento a un altro il vento potrebbe alzarsi e sballottolare la vostra piccola imbarcazione. In questa zona una croce è stata incisa nella roccia. Commemora un corteo nuziale che affondò di ritorno a Geiranger dopo aver celebrato il matrimonio in Stranda. Il fatto avvenne tra il 16esimo e il 17esimo secolo. I dettagli non sono noti, ma molto probabilmente il corteo fu colpito da una bufera che capovolse l’imbarcazione, scagliando tutti i passeggeri nell’acqua. Non ebbero scampo. E all’epoca, non avendo nessun giubbotto di salvataggio, dovevano fare affidamento alle loro forze e sperare nell’intervento divino.

Nelle montagne del lato ovest si trova il crepaccio di Akernesrivna, che ci rivela la vera natura del paesaggio circostante, e ci ricorda che i pericoli di ogni giorno non sono cose del passato. Nella parte alta della montagna vi è un crepaccio di 600 metri. Il punto più largo è di circa 25 metri. Se l’intero fianco della montagna dovesse staccarsi, 54 milioni di metri cubici di roccia sprofonderebbero nel fiordo. È impossibile immaginarselo. Ma nell’ipotesi peggiore la roccia creerebbe un’onda in piena, un maremoto che si alzerebbe fino a 85 metri su Hellesylt e 70 metri su Geiranger. Virtualmente niente sopravvivrebbe di questi villaggi. E ovviamente anche le altre comunità lungo lo Storfjord ne sarebbero danneggiate. Comunque non abbiamo problemi a dormire di notte poiché la montagna è monitorata dalla migliore apparecchiatura in circolazione. Potete notare l’elicottero lassù o vedere l’apparecchiatura luccicare sotto il sole? Ogni minimo movimento della montagna viene registrato dagli strumenti. Se i movimenti sono tali da rappresentare un pericolo, viene azionato un allarme e tutti gli abitanti vengono evacuati in aree protette. La storia ci ha mostrato quali tragedie possono essere provocate da uno tsunami, così vogliamo essere sicuri che nessuno debba perdere la vita la prossima volta che accade.

Se guardate a est, potreste notare sul lato della collina un villaggio abbandonato: Oaldsbygda. Nel 1910 c’erano 70 persone distribuite nelle nove fattorie del luogo. Possedevano un ufficio postale, un molo e anche la loro scuola. Nel 1930 gli abitati del villaggio costruirono una linea telefonica con l’aiuto di volontari provenienti dai villaggi vicini. Ma dopo la seconda guerra mondiale, gli abitanti incominciarono a trasferirsi. L’ultima famiglia a trasferirsi fu nel 1953. Piccole comunità sono organismi fragili, se qualcuno va via, le cose posso complicarsi per chi resta.

È molto probabile che non possiate osservare la piccola fattoria sul lato ovest del fiordo, ma Me- Akerneset si trova a 100 metri sopra il livello del mare. Il rischio di valanghe in questa zona è tanto alto che la casa, il granaio e la stalla furono progettati come un unico edificio, infilato perfettamente sotto le rocce. Questo per assicurare che nessuna valanga potesse schiantare la fattoria. In quanto sicuramente sarebbero cadute valanghe, che avrebbero spazzato via a volte persone, a volte edifici. Solveig fu l’ultima proprietaria di ME-Akerneset. Ecco qui la descrizione dell’evento che convinse lei e la sua famiglia a lasciare la fattoria: “Era l’inizio di Febbraio del 1952. Mi preparavo a infornare un dolce per il giorno della mamma, quando improvvisamente sentii che non potevo più respirare. Tutto si era fatto buio. Il manto nevoso cadde schiacciando tutto. La pressione dell’aria giù dalla ciminiera fu così forte da scaraventare la stufa in mezzo alla stanza. La luce ritornò di nuovo. Nessuna parola poteva descrivere lo spettacolo di tale distruzione. Metà del granaio, con metà del fieno, era stata spazzata via dalla valanga. Così incominciammo a pensare di trasferirci”. Sei anni più tardi la famiglia abbandonò la fattoria.

Lo Storfjord ha molti rami che si allungano nell’entroterra fino a 110 km, distendendosi dall’imboccatura su Alesund e sull’Oceano Atlantico fino alla punta del Geirangerfjord. Questo è il quinto fiordo più lungo della Norvegia. A causa dei molti fiumi che sfociano nello Storfjord, vi è un costante rifornimento di acqua dolce. Questo significava che nel passato, nei rami più interni del fiordo, la superficie congelasse quasi per tutto l’inverno, producendo regolarmente problemi, poiché metteva fine a tutti i più importanti traffici marittimi. Ma oggigiorno gli inverni sembrano essere più miti, ed è da molto che non si è avuto bisogno di una nave rompighiaccio.

Chi vive in mezzo alle montagne prova gioia, ma anche rispetto per esse, e a volte chiede a loro dei consigli. La storia che segue è stata raccontata per generazioni, in molte varianti. I proprietari di una fattoria della zona furono invitati a una festa, ma solamente uno di loro poteva parteciparvi. Entrambi avevano voglia di andarci così decisero di chiedere consiglio alla montagna. Uscirono all’aperto e fu la moglie a chiedere per prima. “ Devo rimanere a casa o andare alla festa?” Gridò la moglie. “Alla festa, alla festa”. la montagna rispose. “ Devo andare alla festa o restare a casa?” Gridò il marito. “ Restare a casa, restare a casa”. La montagna fece eco. E così la moglie andò alla festa e il marito restò a casa.

La regione di Summore è ricca di tradizioni musicali. Virtualmente ogni villaggio ha un coro, un’orchestra o un gruppo di ballo, e la scena musicale tradizionale permette a tutti di cantare e suonare a suo modo. I fine settimana e i giorni festivi sono accompagnati da musica, per celebrare l’amore e per dare conforto al dolore. Inoltre si suona musica per richiamare gli animali a casa, per darci forza nei lavori manuali, per cullare i bambini nel sonno. Durante le nostre spiegazioni, metteremo musica che in qualche modo è connessa con il viaggio nei fiordi. Il compositore, il musicista e il cantante potrebbero essere originari di qui, o la musica potrebbe parlare della nostra identità legandosi al territorio circostante.

Il folclore norvegese racconta che creature come le ninfee e i troll abittassero in montagne blu – ma esistono veramente montagne blu? Qui potete verificare voi stessi che la roccia ha un colore differente. La zona dove notate segni di un’attività mineraria è chiamata Raudbergvika – o la baia di rocce rosse. A partire del 1980 questa miniera a cielo aperto ha prodotto tonnellate di olivina, un minerale che è in abbondanza nella regione. L’olivina è un minerale friabile, simile al vetro, di un bellissimo colore verde. Ma quando l’olivina si ossida, assume un colore marrone rossastro, quindi è facile scovarla tra affioramenti di colore rossastro in un’area con abbondanza di tale minerale. L’olivina è uno dei più importanti minerali industriali della Norvegia e il paese è responsabile del 50 per cento circa della produzione mondiale. L’olivina ha un alto punto di fusione ed è usata nella produzione di ferro grezzo, sabbia da fonderia e mattoni refrattari. Molte delle fattorie della zona possedevano una pietra per affilare a umido, fatta di olivina proveniente da Raudbergvika. La usavano per affilare coltelli e falci - e molto probabile potrebbero usarla ancora oggi per affilare i coltelli da incisione proprio dei ragazzi che in primavera amano ritagliare fischietti dal legno del salice.

Il ramo del fiordo che da qui va in direzione est, si allunga fino a Tafjord. Numerosi e incantevoli villaggi fiancheggiano il fiordo, Liabygda, Eisdal, Norddal, Valldal, Fjora e Tafjord. Valldal è il villaggio delle fragole. – dove si coltiva quasi la metà di tutta la produzione commerciale di fragole in Norvegia. Il clima favorevole e i luminosi mesi d’estate donano alle fragole un gusto dolce molto speciale. Le montagne di Tafjord sono popolari per i loro sentieri per camminate. Anche la loro geologia è interessante. – di fatti riforniscono la zona circostante con energia idroelettrica grazie a dighe e alla regolazione dei corsi d’acqua.

Stranda è la cittadina più grande della zona, con circa 4000 abitati. La sua economia è basata su una solida industria alimentare. Qui è dove si trova la celebre azienda Stabburet. A partire della sua fondazione nel 1980 ha prodotto più di 500 milioni di pizze surgelate. La cittadina è anche un importante produttore di affettati. Stranda è anche un luogo di studio. Ci sono due scuole secondarie superiori, una delle quali offre dei corsi specifici sullo sci. Il che non è una sorpresa - Stranda è una delle migliori stazioni di sci della Norvegia. Con le sue telecabine si arriva giusto in vetta da dove è possibile ammirare lo stupendo panorama del fiordo con le catene montuose attorno.

Sul versante ovest potete notare un gruppo di edifici a bordo del mare. Questa è la centrale idroelettrica di Fausa, la prima centrale ad essere stata costruita nella regione di Summore. L’edificio più piccolo con il tetto inclinato ospitava la prima centrale elettrica commissionata nel 1929. La grande centrale sulla sinistra iniziò a essere operativa nel 1952. Tutti gli operai che se ne occupavano abitavano nelle piccole case bianche vicino all’acqua. Stranda fu uno dei primi posti a ottenere l’elettricità nel paese. La prima stazione elettrica fu inaugurata intorno al 1912. Pochi villaggi della regione avevano accesso all’elettricità in quel periodo, e ciò contribuì a velocizzare l’entrata nel sistema industriale di Stranda. La produzione di mobili è stata particolarmente importante nell’aerea. La prima centrale elettrica nell’entroterra di Summore fu costruita dall’albergatore Mjelva di Geiranger. Ne aveva bisogno per il suo Union Hotel e così decise di occuparsene lui stesso nel 1907. Oggi è più di cento anni che la prima centrale elettrica ha fornito elettricità ai fornelli da cucina e alle lampadine nei villaggi. Ora ci sono molte stazioni elettriche, grandi e piccole. Sfruttano il facile accesso del paese alle montagne, alle cascate e alle precipitazioni. Noi siamo autosufficienti per mezzo di energia pulita, e siamo il sesto paese al mondo per produzione di energia idroelettrica.

Stordalsholmen, come fattoria del fiordo, possiede una storia appassionante; cantiere navale, locanda, porto d’emergenza, emporio per scambi. Ma Stordallsholmen è anche conosciuta per aver ospitato l’ultimo rogo alle streghe nella regione di Sunnmore. Nel 1164 Marit Rasmusdottrer Bjordal, soprannominata Sva-Maska, di Hellesylt, fu condannata a morte per magia e stregoneria. Il tribunale decise prima di decapitarla e poi mettere il suo corpo a rogo. Questo ebbe luogo proprio dove oggi si trova il faro. L’evento è legato ai numerosi processi di streghe che imperversavano per tutta la Norvegia e in Europa in quel periodo. 350 anni fa le streghe venivano messe al rogo a migliaia per tutta Europa. La maggior parte delle persone che furono accusate, torturate, e condannate per stregoneria, furono donne. In questo paese, gli anni tra il 1600 e il 1670 videro il maggior numero di streghe bruciate al rogo: 14 solo nella regione di More og Romsdal. Cosa aveva fatto Sva-Maska per meritarsi ciò? Si raccontava che lei avesse firmato un patto con il diavolo. Sva-Maska era abbastanza abile con il suo bestiame, le sue mucche producevano molto più latte di quelle dei vicini. Forse qualcuno la minacciò di revocare a lei e a suo marito il diritto di accesso ai pascoli in comune, o forse per la sua lingua tagliente o per dire a tutti quello che pensava. In una società dove le credenze in goblin e demoni si mischiavano con l’idea di un Dio severo e autoritario non ci voleva molto che i pettegolezzi del villaggio portassero al rogo donne come Sva-Maska.

Il villaggio di Stordal è piccolo in quanto a numero di abitanti, ma enorme a impatto sulla produzione dei mobili norvegesi. Infatti Stordal viene ancora qualificato come il villaggio dei mobili, nonostante il picco di tale produzione fu raggiunto nel 1992, quando c’erano più di 400 tra fabbricanti e lavoratori. Una cosa abbastanza impressionante per un villaggio con una popolazione che supera appena il migliaio. Se mai vi capiterà di vistare il villaggio, non potete mancare la chiesa della rosa, per ammirarne l’architettura e i suoi ornamenti unici. Per molti anni gli abitanti del villaggio hanno fatto grandi investimenti per i ragazzi. Si amano definirsi come “una comunità per ragazzi.” – poiché credono che Stordal possa offrire una varietà di attività ai bambini e ai giovani - e anche perché vogliono impegnarsi a fare di Stordal un luogo migliore per crescere.

Il punto tra il villaggio di Dyrkorn al nord e le fattorie di Skotet al sud è il punto più profondo dello Storfjord. L’acqua sotto di noi raggiunge una profondità di quasi 600 metri. In confronto la montagna più alta attorno a noi è di 840 metri. Ciò significa che siete in equilibrio su una membrana tra abissi profondi e oscuri, e vette alte e arieggiate. Potete immaginare quanto scoscesa e stretta sarebbe questa valle se non fosse riempita dall’acqua?

La fattoria di montagna di Yste Skotete è magnificamente situata su un pendio a 225 metri sul livello del fiordo. La gente ha abitato questo luogo fin dall’epoca Vichinga. Yste Skotete soleva essere una fattoria molto grande con circa 11 acri di terreno coltivabile. Era anche una dei più grandi produttori di cereali della regione. I proprietari precedenti lasciarono la fattoria nel 1954. Ma si sentirono male nel vedere la fattoria cadere in rovina, così la donarono agli amici dello Storfjord. Questa è un’organizzazione che ha portato avanti un impressionante lavoro di conservazione e restauro delle numerose fattorie di montagna dello Storfjord. Yste Skotete è stata intelligentemente restaurata ed è diventata un museo e un centro visitatori molto popolare, soprattutto per i bambini delle scuole. La gente vive ancora qui durante l’estate, gestendo la fattoria come nel passato. La visita della fattoria ci permette di apprendere qualcosa sulla vita rurale degli anni precedenti, di vedere come le cose venivano fatte, e cosa è importante e degno preservare. Grazie al lavoro degli amici dello Storfjord abbiamo la possibilità di vedere e visitare i vecchi edifici. Si organizzano anche dei corsi e si compiono dei lavori di restauro, per assicurare che le tecniche e le abilità tradizionali di una volta possano essere preservate e trasferite alle nuove generazioni. Il patrimonio culturale non è solo negli edifici, ma anche nelle abilità, nelle tecniche e nei modi di pensare.

Sarebbe stato impossibile mostrarvi le fattorie del fiordo e raccontarvi la storia di chi ci aveva abitato senza il grande sforzo fatto dai loro discendenti e di un gruppo di appassionati che si chiamano “ gli amici dello Storfjord”. A partire del 1970 hanno continuamente lavorato per conservare quel patrimonio culturale. Queste fattorie sono la testimonianza di quello che gli uomini posso fare quando sono ai margini della società e di come la gente può spingere i limiti di ciò che è possibile quando diventa necessario farlo, con abilità, ingenuità, con duro lavoro e una buona dose di testardaggine.

Nel passato il fiordo era la via di accesso principale. Anche chi abitava lontano da esso era costretto a possedere l’accesso a un’imbarcazione. Da qui una vita intera a remare. Si doveva remare per visitare i vicini, per andare in chiesa, per raccogliere foraggio per gli animali e per portare i bambini a scuola. Si doveva remare anche per andare a prendere la levatrice, il dottore, o per aiutare il bestiame in difficoltà sulle montagne. Si remava per pescare. Ogni cosa prodotta o scambiata veniva trasportata via mare. Il primo battello a vapore costiero giunse nel 1857. Dal 1870 in poi si inaugurò un servizio costiero settimanale tra Alesund e Geiranger. Dal 1900 il fiordo incominciò a essere navigato da ogni sorta d’imbarcazione, incluse navi da crociera. Il battello a vapore era sempre benvenuto ma se la gente delle fattorie più lontane doveva servirsene, era obbligata a remare fino alla metà del fiordo. Barche di trasporto latte lo trasportavano dalle fattorie alle latterie. C’erano anche un traghetto per il trasporto di passeggeri, una nave ambulanza, una barca per il dottore e una per la chiesa. E a volte la barca di servizio locale riassumeva tutte queste funzioni in una. Nel momento in cui i collegamenti stradali furono migliori, arrivarono più auto. Il primo traghetto per trasporto auto fu introdotto nel 1920 e da allora in poi il trasporto su strada è diventato sempre più importante. Dal 1960 furono costruiti i primi tunnel nelle montagne. Questo permise di avere strade libere dalla neve e un accesso più rapido agli ospedali. Oggigiorno le attività di primo soccorso sono solo a pochi minuti di elicottero. Ancora ora questa imbarcazione rappresenta il più efficiente collegamento tra Alesund e Geiranger. Non c’è bisogno di aspettare un traghetto o essere ostacolato dal traffico turistico. Invece potete rilassarvi, respirare aria pura, e prendere qualcosa di fresco e riposare durante tutto il tragitto.

Potete notare le fattorie rosse e bianche sul promontorio al sud? Sono il luogo di nascita di una persona che è diventata una celebrità internazionale per una scelta che fece qualche anno fa. Era stanco della monotonia di una vita e un lavoro ordinario. Si alzava di mattina, andava al lavoro, ritornava a casa e cenava. Ogni giorno era sempre la stessa cosa. Quindi si licenziò e si trasferì a Roneset, una fattoria senza collegamento stradale. Voleva vivere là e diventare autosufficiente per quanto possibile, lontano da tutti. Per un certo numero di anni siamo stati a guardare in televisione Sverin Rones nelle sue attività quotidiane. Dopo le prime serie, Severin ricevete molte lettere con proposte di matrimonio da donne che sognavano questo tipo di vita solitaria. Una di loro conquistò il suo cuore. – e noi, fedeli telespettatori, siamo stati testimoni degli eventi nel loro sviluppo. Questo tipo di programma televisivo è stato un successo in Norvegia come all’estero. Altri esempi includono: ‘Hurtigruten minuto per minuto’ e altri programmi comprendenti lavori a maglia, fuochi con legna, migrazioni di renne. In questo momento dove possiamo scegliere ogni sorta di programma e ogni mirabile produzione cinematografica ci troviamo all’improvviso trasferiti di fronte allo schermo della nostra televisione nel viaggio del treno da Oslo a Bergen, minuto per minuto, in diretta reale. O guardiamo Svern Rone tagliare una parte di carne che è andata a male da una zampa di agnello, o aggiungervi un poco di sale.

Ogni volta che un viaggio è particolarmente lungo e difficile i norvegesi spesso lo associano alla ‘ Traversata verso l’America’. Naturalmente non ci riferiamo alla moderna vacanza negli Stati Uniti, ma al rischioso viaggio intrapreso da molti dei nostri genitori, nonni, bisnonni e altri parenti tra il diciannovesimo e inizio ventesimo secolo. Intorno a 800000 norvegesi emigrarono in Nord America durante quel periodo. La migrazione ebbe inizio dai villaggi di montagna della costa ovest per poi allargarsi nelle zone urbane e il resto del paese. Perché partirono? Si parla del sogno americano, ma le ragioni erano numerose: povertà, mancanza di spazio vitale, disoccupazione. Alcuni erano alla ricerca di una maggior libertà personale. O forse avevano il gusto dell’avventura? Tutto quello che avevano in comune, era il sogno di una vita e un futuro migliore in un paese oltre oceano. Attraversare l’Atlantico richiedeva molte settimane, nonostante le navi a vela fossero state sostituite gradualmente con navi a vapore. Molti avranno detto addio ai loro cari dai moli di Geiranger, Stranda o Sjoholt prima di salire a bordo del servizio locale direzione Alesund. Da lì continuavano verso Bergen o Stavanger, dove si sarebbero imbarcavati nel transatlantico diretto a Ellis Island a New York. Successivamente viaggiavano oltre verso il Minnesota o un altro stato del Midwest americano. Alcuni di loro trovarono quello che stavano cercando. Inviavano biglietti e soldi a casa, riuscirono così a far venire le loro famiglie. Altri ritornavano dopo un po’ con storie impressionanti sulle loro avventure in America. Altri ancora, cercarono di dare il meglio per avere un nome nel nuovo paese.

Noi siamo fieri di continuare la tradizione delle imbarcazioni per il servizio locale tra i villaggi lungo il fiordo e Alesund. E ancora il vostro viaggio è molto differente da quello di più di cento anni fa. All’epoca anche se si viaggiava in prima classe, si poteva sempre scorgere una faccia familiare in seconda, di cui si conosceva la bravura a raccontare storie, che vi avrebbe divertito per tutta la durata del viaggio. E attenzione, le storie non erano sempre vere. Se foste di ritorno a casa dalla città, forse vi sareste trovati in compagnia di una giovane e nervosa ragazza in viaggio verso una fattoria con alpeggio per un lavoro estivo. Se foste in viaggio verso la città, avreste potuto chiacchierare con un pastore diretto al mercato con il suo formaggio di capra. O anche avreste potuto notare una giovane ragazza a bordo in attesa di arrivare all’ospedale per la nascita del suo bimbo. O forse avrebbe potuto partire qui nel salone: in quel caso avreste forse preferito guardare i cavalli nella stalla di bordo? In tutti i casi, la vista delle montagne è la stessa di allora, le cascate sono identiche e l’aria è ancora tonificante.

Dal momento in cui Geiranger è stato inscritto nella lista del patrimonio mondiale dell’UNESCO, i problemi ambientali e lo sviluppo sostenibile sono diventati oggetto di una attenzione crescente. Regole più rigide sono state introdotte poco a poco, restringendo i tipi di imbarcazione permessi nel fiordo. Geiranger Fjordservice ha da poco inaugurato questa nave, che non è come le altre. Questo catamarano è stato costruito con materiale ecologico e riciclato, l’obbiettivo successivo è quello di riciclare l’intera nave una volta che ha raggiunto la fine del suo ciclo. Il suo doppio scafo è disegnato per ridurre l’attrito dell’acqua, ciò aiuta a ridurre anche le emissioni. Inoltre il suo motore a diesel ha tutto per essere sostituito da una batteria o da energia a idrogeno dal momento in cui la tecnologia lo permetterà. Date un colpo d’occhio alla scia della nave. Poiché produce onde più piccole, che danno meno noia agli altri.

Dovunque ci sono pesci in abbondanza o la pesca è qualcosa d’importante ci saranno sempre degli abili barcaioli. E chiunque capace di costruire o aggiustare una barca verrà considerato con grande rispetto. L’avventura della pesca in alto mare a Alesund iniziò intorno al 1860. La flotta di pescherecci che precedentemente consisteva di tradizionali imbarcazioni aperte fu ora sostituita da grandi navi per l’alto mare. Da allora le abilità di costruttori di barca locali si sono sviluppate sempre di più. I nostri arsenali hanno inaugurato ogni tipo d’imbarcazione: motopeschereccio a strascico, navi da ricerca, navi da crociera, traghetti - e ovviamente questo catamarano. Alcuni anni fa il centro di competenze marittime norvegesi fu fondato a Norvasundet in Alesund. Tale gruppo marittimo fa parte del Campus di Alesund e riunisce ricercatori, interessi e capitali commerciali. Lo scopo è di offrire in Norvegia uno dei più importanti punti di riferimento per lo sviluppo di competenze marittime. Il grande edificio ospita tutta una serie di simulatori progettati per fornire delle formazioni a persone e a equipaggi di navi coinvolte con operazioni complicate e di grande scala. Mentre i simulatori fanno rumore nel Centro di Competenza, il Knarr di Borgund galleggia tranquillamente al suo attracco all’altro lato della baia. Quella è una replica di una nave mercantile vichinga di circa 1000 anni fa. Questo tipo d’imbarcazione è datato del periodo dell’alto medio evo – quando Borgund era il punto di snodo della regione per il commercio e la pesca. Il knarr appartiene al museo di Sunnmore, il quale occupa il sito del vecchio mercato cittadino. Il museo a cielo aperto possiede numerose navi antiche in esposizione e serve come centro di eccellenza a riguardo della storia marittima di Sunnmore.

Anche se gli abitanti di Alesund devono sopportare l’instabilità del tempo, la posizione della città è perfetta. Costruite attorno a uno stretto canale tra due isole, le case dei pescatori hanno trovato un porto protetto. Ricche zone pescose sono a poca distanza, facendone un ideale luogo anche per il commercio. La Norvegia ha iniziato a esportare stoccafisso in Europa fin dal Medio Evo. La domanda di stoccafisso era motivata non solo dal divieto del cattolicesimo di mangiare la carne durante il periodo di Quaresima, ma anche perché il pesce che poteva essere conservato e trasportato su lunghe distanze aveva un valore maggiore. Grazie al clima della costa nord-ovest perfetto per essiccare e salare lo stoccafisso, nel tardo 18esimo secolo le condizioni maturarono per far crescere l’esportazione di prodotti ittici in questa regione. L’industria per l’essiccamento del merluzzo fu la ragione per cui ad Alesund fu concesso lo status di città nel 1848, e da allora la città divenne il maggior porto peschereccio e di esportazione ittica della Norvegia. Oggi Alesund ospita una popolazione di circa 50000 abitanti. Alesund è anche conosciuta per il suo caratteristico stile Liberty, il quale fece la sua comparsa dopo il catastrofico incendio che infuriò in una notte di Gennaio del 1904. 850 edifici andarono al rogo, lasciando 12000 persone senza casa e provocando solo una vittima. Aiuti arrivarono da aree vicine e lontane, inclusi architetti con idee originali. In soli pochi anni il centro città fu ricostruito con edifici concepiti con stili moderni dell’Europa continentale. Alesund rimane forte nella sua identità come capitale della pesca nella regione di Sunnmore e allo stesso tempo guarda all’orizzonte, ad altri porti e nuovi impulsi.

Stiamo ora navigando sopra la nostra dispensa. Il fiordo di Borgund è un importante luogo di riproduzione per i merluzzi migratori, e ogni inverno da Febbraio ad Aprile il fiordo Borgund è sede di attività di pesca ed è stato così per gli ultimi mille anni. Una vecchia fonte scritta datata del 1760 stimava che il numero di imbarcazioni partecipanti si aggirasse intorno a 500 grandi navi da pesca con circa 3000 pescatori. Questo non includeva i pescatori di altre comunità. La maggior parte delle fattorie della regione di Sunnmore partecipavano a questa importante pesca. I contadini pescatori provenivano da vicino e da lontano. Anche le fattorie che si trovavano nel punto più interno del fiordo, e quelle si trovavano sul bordo dell’oceano condividevano barche e si preparavano per pescare il merluzzo ogni anno. Il fiordo era affollato, e noi possiamo immaginare che vi fossero numerosi conflitti. Possiamo a stento pensare come fosse con tutta quella massa di pescatori. Sulle isole a largo di Alesund gli abitanti costruirono alloggi per accogliere tutti quelli che venivano a pescare. I pescatori erano responsabili per le proprie provvigioni, ma pagavano l’alloggio e la cucina per i loro pasti. Oggi la pesca è portata avanti con metodi moderni e in modi più regolati per proteggere lo stock di merluzzo, ma le pesche di primavera rimangono ancora un grande evento annuale, anche se si pesca solamente per piacere o per lavoro. Non è una cattiva idea immaginarsi con la vostra canna da pesca pescando la propria cena mentre si è andati a fare una passeggiata nel centro di Alesund.

Qui nel nord l’inverno è molto lungo e le notti d’estate molto luminose. Forse questa è la ragione perché amiamo fare i falò? Una cosa è certa: sedersi intorno a un falò e guardare nel fuoco in una notte d’estate hanno un significato speciale nel nostro cuore. I giovani da tutte le parti di Alesund avevano l’abitudine di competere nella costruzione dei più grandi e dei più bei falò della notte di mezz’estate. Non potete immaginare quanti sforzi, astuzia e fervore vi si mettevano al fine di vincere la competizione. Oggi i falò sono proibiti nella città, e la loro passione è ora concentrata solo nel costruire quelle impressionanti strutture. Ogni anno un gruppo di giovani costruisce un enorme falò sull’isolotto a lato del grande faro. Impiegano mesi per realizzarlo, arrampicandosi e riempiendola di palette usando sicure e moderne attrezzature per arrampicata. Poi il 23 giugno, nella notte di mezz’estate gli danno fuoco. Nel 2016 un nuovo primato mondiale fu raggiunto con la costruzione di un falò alto più di 47 metri. Comunque guardare un falò è sempre un’esperienza straordinaria anche quando nessun record è stato raggiunto.

Le attrazioni di Alesund non sono lontane l’une dalle altre. Una volta sbarcati sarete direttamente nel centro città e da lì potete iniziare direttamente la visita. Anche se la città non è grande, ha molto da offrire ed è facilmente accessibile. Per esempio potete andare a fare una camminata, trovare un bar o un ristorante e avere un buon pranzo. Potete, anche, se avete voglia, salire le 418 scale che vi conducono al ristorante di Fjellstua. Non vi pentirete, da quell’altezza avrete una vista sull’orizzonte, sull’arcipelago e della città sottostante. Sarebbe una perfetta conclusione di questo viaggio.

Speriamo che il viaggio sia stato di vostro gradimento, che abbiate imparato qualcosa di nuovo, e che abbiate avuto tempo per rilassarvi e gustare la pace e la clama del fiordo. Per favore non dimenticate di restituire le cuffie e l’autoguida nell’apposito contenitore. State attenti quando sbarcate. Vi auguriamo una piacevole giornata e speriamo di rivedervi di nuovo a bordo.

Sono passati più di cento anni dall’ultimo abitante di Skagefla. Questa era una delle più ricche e più grandi fattorie di Geiranger, con più di 100 capre, 60 pecore, del bestiame e un cavallo. La fattoria, che ospitava due famiglie, è situata in una posizione spettacolare sulla montagna. Quando la gente di Skagefla e delle altre fattorie andava a lavorare i campi e a tagliare fieno sui pendii, i bambini restavano dentro o venivano attaccati con lunghe funi per evitare che cadessero dalle sporgenze. Il sentiero per la fattoria era lungo e arduo. Per un certo periodo dal diciassettesimo al diciottesimo secolo Skagefla poteva essere raggiunta solo attraverso una scala di legno. Un giorno l’impiegato delle tasse si trovava nella zona, diretto verso Skagefla per riscuotere alcune tasse di cui il proprietario era debitore. Il proprietario vendendolo arrivare ritirò la scala. Così all’impiegato non restò altro da fare che girare i tacchi e ritornare a Geiranger a mani vuote. La regina Sonja ha una relazione speciale con la zona. S’interessa molto delle fattorie del fiordo e ama camminare per queste montagne. Per l’anniversario delle loro nozze d’argento nel 1993, la coppia reale voleva offrire ai propri invitati un’esperienza della Norvegia veramente speciale. Così furono invitati a Skagefla. E diverse decine di membri della nobiltà europea si trovarono a salire il cammino per la vecchia fattoria di montagna, dove un banchetto era stato preparato per l’occasione, con poco lusso o cerimonia, ma circondato dalla vista sontuosa del fiordo e delle sette sorelle.

Noi siamo abituati a vivere con tanta neve. Essa ci rende felici quando rimane sostituendo la pioggia e il vento. Ogni cosa sembra leggera, luminosa e pulita. Quelli che amano gli sport invernali preferiscono che la neve sia ancora più profonda. E un manto di neve spesso e solido è preferito anche dai contadini. Di fatti la neve isola contro il freddo, permettendo un buon raccolto l’anno successivo. Nonostante l’inverno potrebbe essere lungo e duro e le montagne e i fiordi potrebbero apparire sleali e pieni di rischi, il clima è mite e piacevole. Grazie alle nostre tecniche agricole tradizionali si ha come risultato una ricca diversità della flora e della fauna. Per esempio, lungo il lato orientato al sud delle montagne che si trovano sull’argine nord, c’è una vasta area di foreste decidue termofilo. Una riserva naturale è stata adibita per proteggere una delle più estese foreste di latifoglie della regione. E immaginate questo: terrificanti frane e valanghe sono l’habitat delle più piccole e stupende creature della regione. Gli instabili detriti sui pedi delle montagne ospitano la specie protetta della Parnassius Apollo, una farfalla norvegese che può essere osservata solamente nella costa occidentale del paese. Gli adulti di questa specie possono trovare una ricca quantità di fiori contenenti tanto polline, così come la scrofularia, l’unica pianta dove le loro larve possono crescere. La lista rossa di specie minacciate in Norvegia include anche la Zygaena, una bellissima farfalla di ali nere con sei macchie rosse. Il suo habitat principale sono i prati naturali. Quando il terreno non è più coltivato ed è invaso dalla vegetazione, o quando i prati sono trattati con fertilizzanti e altri metodi simili, le piante che sostengono la Zygaena scompaiono, così la stessa farfalla. Comunque la si può ancora osservare qui, se siete fortunati.

Chi vive in mezzo alle montagne prova gioia, ma anche rispetto per esse, e a volte chiede a loro dei consigli. La storia che segue è stata raccontata per generazioni, in molte varianti. I proprietari di una fattoria della zona furono invitati a una festa, ma solamente uno di loro poteva parteciparvi. Entrambi avevano voglia di andarci così decisero di chiedere consiglio alla montagna. Uscirono all’aperto e fu la moglie a chiedere per prima. “ Devo rimanere a casa o andare alla festa?” Gridò la moglie. “Alla festa, alla festa”. la montagna rispose. “ Devo andare alla festa o restare a casa?” Gridò il marito. “ Restare a casa, restare a casa”. La montagna fece eco. E così la moglie andò alla festa e il marito restò a casa.

La regione di Summore è ricca di tradizioni musicali. Virtualmente ogni villaggio ha un coro, un’orchestra o un gruppo di ballo, e la scena musicale tradizionale permette a tutti di cantare e suonare a suo modo. I fine settimana e i giorni festivi sono accompagnati da musica, per celebrare l’amore e per dare conforto al dolore. Inoltre si suona musica per richiamare gli animali a casa, per darci forza nei lavori manuali, per cullare i bambini nel sonno. Durante le nostre spiegazioni, metteremo musica che in qualche modo è connessa con il viaggio nei fiordi. Il compositore, il musicista e il cantante potrebbero essere originari di qui, o la musica potrebbe parlare della nostra identità legandosi al territorio circostante.

Noi siamo fieri di continuare la tradizione delle imbarcazioni per il servizio locale tra i villaggi lungo il fiordo e Alesund. E ancora il vostro viaggio è molto differente da quello di più di cento anni fa. All’epoca anche se si viaggiava in prima classe, si poteva sempre scorgere una faccia familiare in seconda, di cui si conosceva la bravura a raccontare storie, che vi avrebbe divertito per tutta la durata del viaggio. E attenzione, le storie non erano sempre vere. Se foste di ritorno a casa dalla città, forse vi sareste trovati in compagnia di una giovane e nervosa ragazza in viaggio verso una fattoria con alpeggio per un lavoro estivo. Se foste in viaggio verso la città, avreste potuto chiacchierare con un pastore diretto al mercato con il suo formaggio di capra. O anche avreste potuto notare una giovane ragazza a bordo in attesa di arrivare all’ospedale per la nascita del suo bimbo. O forse avrebbe potuto partire qui nel salone: in quel caso avreste forse preferito guardare i cavalli nella stalla di bordo? In tutti i casi, la vista delle montagne è la stessa di allora, le cascate sono identiche e l’aria è ancora tonificante.