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Benvenuti a Reine Rorbuer! Unisciti a noi in questa fantastica passeggiata intorno a Reine, uno dei villaggi più belli del mondo. È qui che la maestosa natura si unisce all'affascinante storia di persone che hanno vissuto e lavorato qui per secoli. Tutto questo puoi conoscere attraverso la narrazione completa, le immagini e il testo, mentre ti avvicini ai luoghi di interesse lungo il percorso.

Unisciti a noi in questa fantastica escursione per questo villaggio di pescatori idilliaco tra il mare impetuoso e le montagne maestose delle Lofoten. Qui, i robusti abitanti del nord, sia donne che uomini, hanno vissuto per migliaia di anni trovando abbondante cibo letteralmente sulla porta di casa. Ora potrai conoscere la storia, le persone, la natura, gli animali, il cibo e molto altro. Potrai apprezzare esattamente come le persone vivevano, dove abitavano e come lavoravano i deliziosi prodotti locali. Reine è stato votato come il posto più bello della Norvegia, e per una buona ragione. Basta fare il tour, ascoltare, annusare e guardare! E forse ci sarà anche il tempo per un assaggio o due. Comincia qui nel centro storico di Reine. Qui trovi le baracche dei pescatori di Reine, chiamate in norvegese «rorbuer», che offrono un soggiorno magico in una abitazione storica, unica e autentica. Tutte le baracche sono state recentemente restaurate e combinano l'atmosfera delle originali abitazioni dei pescatori con i comfort moderni.

Ora ti trovi al sicuro tra alcuni dei tanti “rorbuer” che troverai qui nell'adorabile paesino di Reine, e potresti chiederti perché sono chiamati “rorbuer”? La prima parte della parola “ro” si riferisce al canottaggio e la seconda parte “bu” si riferisce a un arco o a una baracca dove venivano riposti gli attrezzi. “Bu” significa anche abitare, in Nynorsk, cioè la lingua norvegese formata sui dialetti locali. La prima pesca conosciuta alle Lofoten iniziò già nel IX secolo e le prime baracche da pesca furono allestite circa 100 anni dopo. Queste baracche per pescatori erano quindi abitazioni stagionali e depositi di attrezzature per i pescatori, soprattutto dal momento in cui dovevano remare lungo le zone di pesca su barche aperte senza possibilità di dormire. La baracca di solito aveva due stanze: un piccolo soggiorno dove i pescatori potevano cucinare e dormire, e un ripostiglio per gli attrezzi di lavoro. Qui, 8-12 pescatori vivevano in condizioni difficili e condividevano quattro piccoli letti a castello. Alcune baracche hanno tetti a doppia falda. Un lato del tetto era rivestito con un manto erboso, che isolava maggiormente dalla parte destinata all’abitazione. Ti starai chiedendo perché le baracche sono dipinte di rosso? Un tempo venivano dipinti con olio di fegato di merluzzo, un sottoprodotto del fegato di merluzzo colorato con ossido di ferro rosso che si trovava nel terreno, naturalmente ricco di ferro. Che odore avesse, non è noto al 100%. Puoi provare a dipingere la tua casa con olio di fegato di merluzzo e vedrai.

Reine fu istituita come centro di scambi commerciali indipendente nel 1743. Nel medioevo il re e la Chiesa governavano su gran parte sui territori norvegesi scarsamente popolati, ma poco alla volta vendettero queste aree a proprietari terrieri. Accadde anche qui a Reine, e nel 1874 la famiglia Sverdrup prese il controllo sul villaggio di pescatori. La famiglia stabilì sia una fabbrica di pesce che le infrastrutture necessarie per la pesca, la produzione e il commercio. C'erano grandi differenze tra proprietari terrieri e pescatori, tuttavia erano dipendenti l'uno dall'altro equamente. Tra i locali in cui vi trovate, la quarta e quinta generazione della famiglia produce ancora oggi tra l’altro pesce essiccato, tipo stoccafisso, oltre a pesce salato, tipo baccalà, e a pesce fresco. Il pesce essiccato, o stoccafisso, viene effettivamente prodotto allo stesso modo oggi come lo era durante l'era vichinga. Il merluzzo viene appeso ad asciugare sulle numerose impalcature di legno tutto intorno al villaggio da febbraio a marzo, fino a divenire completamente essiccato a giugno. Viene appeso già eviscerato senza testa e non viene aggiunto altro sale che quello dovuto naturalmente all’acqua del mare. A proposito, sapevi che lo stoccafisso delle Lofoten è un marchio protetto come lo Champagne e il prosciutto di Parma? davvero... ora almeno lo sai!

Ogni inverno, grandi quantità di merluzzo, o “skrei” come viene anche chiamato localmente, giungono dal Mare di Barents alle Lofoten per deporre le uova. Ciò ha fornito una fonte di sostentamento agli abitanti della zona per molte migliaia di anni. In altre parole, la pesca delle Lofoten è un’antica fonte alimentare. Più tardi la sua portata è diventata così grande da diventare importante anche per le persone al di fuori della Norvegia settentrionale. Negli ultimi mille anni, la famosa pesca stagionale ha assunto infatti importanza decisiva per l'intera nazione. Qui da Reine, i pescatori andavano in massa verso le zone di pesca, il più delle volte su barche scoperte, e buttavano giù reti e lenze. Puoi vedere alcune di queste barche vicino alle baracche dei pescatori. In queste zone il clima in inverno è rigido e cambia spesso bruscamente. Un tempo che inizialmente è bello con vento calmo, può all’improvviso trasformarsi in un tempo da fine del mondo con tempesta, pioggia, neve, e onde grandi come case. Nell’antichità era difficile prevedere il tempo, ma si potevano interpretare alcuni segnali meteorologici studiando le nuvole, la luce e il sole. Non mancavano neanche le superstizioni. A quei tempi gatti, donne, vetri rotti e fiori recisi erano tabù a bordo delle barche. Inoltre nessuno fischiava sulle barche in quanto avrebbe potuto provocare una tempesta. L'11 febbraio 1849, diverse centinaia di pescatori delle Lofoten morirono in una tempesta salita proprio all’improvviso.

Le dure condizioni di vita dei pescatori delle Lofoten erano ampiamente note. Il loro lavoro fu di grande importanza per l'economia della Norvegia, che prima della scoperta dei giacimenti petroliferi, era un paese povero. Questa casa che vedete ora è stata creata per migliorare le condizioni di vita dei pescatori ed è gestita dall'organizzazione religiosa «La missione dei marinai», inizialmente parte della Chiesa di Norvegia. La casa è una delle numerose case simili che si trovano in Norvegia, tutte chiamate Havly ed era un punto di incontro sia per i pescatori locali, sia per i pescatori stagionali che per i giovani locali. Nell'edificio si svolgeva anche la scuola domenicale. Nel corso degli anni, i pescatori erano soliti venire qui per mangiare un buon pasto e incontrare gli altri pescatori. Alcune persone più anziane del posto portano ancora il ricordo delle calde serate di danza e, non ultime, le torte alla crema e le polpette, che venivano servite lì. Oggi l'edificio funge da alloggio per il personale di Reine Rorbuer.

Probabilmente li hai già visti e ti sei chiesto cosa sono? Questi tralicci, o impalcature, triangolari che si trovano lungo tutta la costa della Norvegia settentrionale. Si chiamano “hjell”, o “fishhjell”, e sono rastrelliere destinate all'essiccazione del pesce. I pesci eviscerati non salati vengono appesi qui ed essiccati con l'aiuto del vento e del sole. L'essiccazione del cibo è in realtà il metodo di conservazione più antico al mondo e il pesce essiccato può essere conservato per anni. A livello locale, questo era importante per assicurarsi cibo per lungo tempo oltre che per renderlo un affidabile prodotto per l’esportazione. Il pesce secco norvegese è molto popolare in Italia e in Croazia e, che ci crediate o no, perfino in Nigeria. Oggi il pesce essiccato è utilizzato principalmente come spuntino o come prelibatezza ed è considerato dagli chef una meravigliosa materia prima. Se vuoi provarlo tu stesso a casa, assicurati di avere molto tempo. Il pesce essiccato deve essere lasciato in ammollo per sette-otto giorni, a meno che tu non scelga di acquistare dal negozio pesce già ammollato. Qualunque sia il metodo, ti garantiamo una prelibatezza di un altro mondo! Buon appetito!

Una visita a Reine è un momento magico, indipendentemente dal momento del giorno o dell'anno in cui ti trovi qui. Qui il sole di mezzanotte brilla 24 ore su 24, ma all'estremità opposta dell'anno, nel periodo buio, brilla altrettanto con la sua assenza. Qui vedrai tramonti magici riflessi in luci spettacolari e combinazioni di colori in questa natura bellissima e selvaggia. Qui puoi vivere quattro stagioni in un giorno, pescare o incontrare vivaci uccelli migratori del sud. Forse l'aurora boreale, è uno dei momenti più belli che puoi vivere qui a Reine. Anche un nordico dalla corteccia dura può farsi venire le lacrime agli occhi quando questa luce magica danza nel cielo. Questo è lo spettacolo di luci di tutti i tempi e qualcosa che devi provare almeno una volta nella vita. Ogni giorno, ogni settimana e ogni stagione offre nuove esperienze e nuovi momenti magici. Pensi che l'aurora boreale sia davvero magica? In ogni caso, è stato oggetto di superstizione fin dall'antichità e ha fatto nascere diversi miti. Ai bambini veniva raccontato che se uno sventolava una sciarpa bianca in saluto all'aurora boreale, lei sarebbe venuta a prenderti. Hai il coraggio di provare?

Chiudi gli occhi e prova a immaginarti com’era questo posto qualche centinaio di anni fa. Forse riesci a immaginare centinaia di persone in pieno vigore tra le baracche dei pescatori, le fabbriche, gli essiccatoi del pesce e le barche. Odori forti di olio di fegato di merluzzo, pesce, catrame e calzini fetidi aleggiano letteralmente sul piccolo villaggio di pescatori. Il sentore proviene o dalle pentole dell'olio di fegato di merluzzo, o dalla fabbrica, o dalle baracche dei pescatori o dalle barche appena incatramate. E tutti parlano, in tanti dialetti, o litigano, discutono per prezzi, ridono o piangono, sì, e a volte qualche suono caldo d'amore esce dalle baracche dei pescatori o dagli ammassi di rocce circostanti. Reine era una società vibrante, una società dominata dagli uomini con i pescatori al centro, ma come probabilmente saprai, dietro ogni uomo forte c'è una donna ancora più forte. Le donne erano il collante che manteneva in funzione l'infrastruttura, qui come nelle case di origine dei pescatori pendolari. Il lavoro nelle fattorie di bestiame, l’accudimento della casa e dei figli era per la donna un lavoro a tempo pieno, ed era anche una questione d'onore per la donna, che fosse moglie, madre o sorella, equipaggiare adeguatamente l'uomo per la pesca invernale. Erano loro a riempire le belle casse in stile Lofoten con vestiti di lana fatti a mano, focacce e altre attrezzature di cui i pescatori avevano bisogno per sopravvivere per molte settimane. All'epoca non esistevano pizze pronte, aspirapolvere, asili o lavatrici. Gli sforzi che le donne facevano erano almeno pari a quelli degli uomini e non bisogna mai dimenticarlo.

Ora sei arrivato alla fucina. Le fucine erano un po' il centro delle vecchie comunità rurali in Norvegia, quindi anche in tutti i villaggi di pescatori come qui a Reine. Qui i pescatori e la gente del posto potevano fare acquisti, ordinare e far riparare coltelli, chiodi, lampade e vari tipi di ferro battuto. Successivamente, la fucina fu utilizzata anche come affumicatoio di salmone. Prima del 1981 cioè prima dell'apertura delle rotte per i traghetti, non c'erano strade per arrivare qui e le barche erano l'unico mezzo di comunicazione con il mondo esterno. Reine doveva quindi essere il più autosufficiente possibile. Oltre alla fucina, qui c'erano una bottega e una panetteria. Più tardi, vennero aperti anche un ufficio postale e una nuova linea telegrafica per servire i diversi villaggi di pescatori delle Lofoten. Questi resero efficienti le comunicazioni con il mondo esterno, soprattutto per quanto riguarda le condizioni meteorologiche e l’esito delle battute di pesca. Tutti i terreni e tutti gli edifici di Reine furono una volta di proprietà di latifondisti. Tutte le altre famiglie di Reine erano quindi inquilini e venivano chiamati fittavoli, "husmen" o "strandsittere". Pagavano l'affitto con il duro lavoro fisico presso le attività del latifondista proprietario pari a 20 – 26 giorni. Quindi era dura una volta. Successivamente, sia il villaggio di pescatori che i diritti della gente comune si sono sviluppati al passo con i tempi, per arrivare ad essere quello che vedete oggi.

Sei tentato dalle lingue di merluzzo fritte croccanti o dal pesce secco fritto alla Reine? Allora sei venuto nel posto giusto. Qui a Gammelbua, che è in realtà l'edificio più antico di Reine, oggi troverai un ristorante tradizionale con ingredienti locali di prima qualità, sia di mare che di terra. Gammelbua è in realtà un vecchio emporio, che era un piccolo negozio dove si acquistavano le cose necessarie. Qui troverete un vecchio registratore di cassa americano del XIX secolo, una piccola barca a remi, reti da pesca, ossa di balena e i caratteristici rulli rotondi di vetro che tenevano a galla le reti da pesca. Un rotolo può essere di sughero, legno, plastica o vetro. Quest'ultima è un'invenzione norvegese. I primi rotoli di vetro erano a forma di bottiglia, prima che i rotoli di vetro rotondi o le sfere di vetro prendessero il sopravvento sul mercato. Le sfere erano ricoperte da una rete intrecciata di sisal o canapa in modo che potessero essere attaccate alle reti. Sono uscite di produzione intorno alla metà del secolo scorso e sono state poi sostituite da boe in plastica. L’emporio era un'istituzione necessaria nel villaggio di pescatori, ugualmente al telegrafo, alla polizia e alla chiesa. Sebbene i pescatori portassero con sé da casa vestiti, cibo, tabacco, a volte c'era bisogno di luoghi dove poter ottenere un rifornimento sia fisico che spirituale.